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Associazione italo-brasiliana Warã - Torino

Associazione italo-brasiliana Warã - Torino
Associazione italo-brasiliana Warã - Torino Associazione italo-brasiliana Warã - Torino [ Visita ]
L'associazione Warã promuove la diffusione della cultura brasiliana. Organizza corsi di portoghese, rassegne di film in lingua originale, corsi di balli brasiliani, incontri e dibattiti sul Brasile.
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Inserito nel Novembre 2009
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Warã - Associazione Italo-Brasiliana, TorinoNotizie e informazioni sul Brasile e dal Brasile, sui brasiliani in Italia, sulla comunità brasiliana di Torino e notizie utili agli stranieri residenti in Italia
Gran successo per il Programma nazionale di consegna volontaria delle armiLink esterno che verrà aperto in una nuova finestra (30 maggio 2008)
Il 10 luglio dello scorso anno, il Brasile lanciò un piano molto ambizioso: convincere i brasiliani a consegnare le armi in cambio di un incentivo economico. Il Programma nazionale di consegna volontaria delle armi aveva l'intento di ridurre l'enorme numero di pistole e fucili in circolazione nel paese e quindi abbassare gli spaventosi indici di violenza e incidenti che piagano il gigante sudamericano. E oggi, contro ogni aspettativa, si sta rivelando un vero successo. Se il governo stimava di racimolare circa 36mila armi in un anno, la cifra, ora che sono passati solo dieci mesi, ha già toccato le 81.581 consegne. Così, l'iniziativa è stata prolungata e anzi la Camera dei deputati ha anche approvato una Misura provvisoria che concede un'amnistia generale a tutti coloro che possiedono un'arma illegalmente. Anonimi. L'intento è favorire la registrazione di tutte le armi al Registro nazionale (Renar), quindi stimolare anche chi non ha la minima intenzione di rinunciarci quantomeno a registrarla, senza per questo dover pagare una multa. Prima, l'arma sarebbe stata distrutta. Ciò che più ha stimolato la gente a partecipare a questo Programma, secondo gli addetti del Renar, è il fatto che la consegna sia anonima e quindi che ogni problema legale sia scongiurato. Non si ha il porto d'armi? Niente paura, nessuno ti chiede nemmeno la carta d'identità. E se a questo si aggiunge la ricompensa, il quadro è chiaro. Da cento a 450 pesos, dipendentemente dal calibro dell'arma consegnata. E persino un minore può presentarsi con l'arma da consegnare, purché accompagnato da un adulto, chiunque esso sia, dato che nessuno controllerà mai i documenti. Contro la violenza. La decisione di dare soldi in cambio di armi è stata presa considerando prioritario diminuire la violenza armata brasiliana, prodotto della proliferazione delle armi da fuoco sia nel mercato legale che in quello nero. È dunque vista come una ricompensa destinata a quei cittadini che, coscienti del pericolo implicito nel possesso di un'arma, ci rinunciano con il solo fine di contribuire a questo proposito di costruire una società più sicura e pacifica. In beneficenza. Le armi, una volta consegnate vengono registrate in base al numero di serie e alla marca, al tipo e al calibro, informazioni importanti da archiviare. L'intento è, infatti, realizzare un documento finale di carattere pubblico con la lista del materiale consegnato e distrutto. Una volta raggruppate, le armi vengono distrutte e fuse. Quindi il metallo viene venduto e il ricavato investito in opere di bene. Ogni zona sceglie come e cosa farne. In Paraná, per esempio, è stato deciso di devolvere i soldi alla Fondazione di un ospedale. Un successo. Secondo la Direzione nazionale della polizia criminale, prima del luglio 2007, solo 1.123.059 persone aveva il porto d'armi, quando una stima sul numero reale ne individuava 4 milioni. E dei 2052 omicidi dolosi registrati nel 2006, il 50 percento è stato commesso con un arma da fuoco. Di questi, solo un terzo era accaduto durante un altro delitto, come una rapina. Diminuire morti, suicidi e omicidi era diventato dunque un imperativo per il Governo: “Un'arma in meno in circolazione è un'arma in meno che spara”, dichiarano al Renar. E a quanto pare, i crimini da arma da fuoco in Brasile sono già scesi dell'8 percento. Stella Spinelli www.peacereporter.org

Scontri con feriti fra polizia civile in sciopero e polizia militareLink esterno che verrà aperto in una nuova finestra (16 ottobre 2008)
San Paolo - Agenti della polizia civile brasiliana in sciopero si sono scontrati con i reparti della polizia militare che intendevano contenere la loro marcia di protesta. Sono stati sparati colpi di arma da fuoco e gas lacrimogeni. Le autorità hanno riferito che ci sono stati feriti, ma non è chiaro quanti. Non sono invece state riportate vittime. La polizia civile nello stato di San Paolo è in sciopero da un mese. Chiede un aumento salariale. Gli scontri sono iniziati quando la polizia civile ha cercato di oltrepassare il cordone allestito dalla polizia militare a protezione di un edificio governativo.

Storica vittoria degli Indios: un giudice ferma la mega-diga in AmazzoniaLink esterno che verrà aperto in una nuova finestra (30 settembre 2011)
Ci sono volute proteste, manifestazioni e la mobilitazione dell'opinione pubblica internazionale e di numerose associazioni ambientaliste, ma alla fine ce l'hanno fatta, hanno vinto gli indios, la mega-diga sul fiume Xingu non si farà. Il progetto bocciato, per la gioia delle 13 tribù di indios che si sono battute contro l'opera che doveva sorgere nel cuore della foresta amazzonica, è quello della gigantesca diga idroelettrica di Belo Monte. A fermare l'opera sono state le autorità giudiziarie, in particolare il giudice federale dello stato del Parà, che ha vietato al consorzio Norte Energia di deviare il corso del fiume Xingu, di costruire un porto, scavare canali e realizzare qualsiasi altra opera che possa alterare l'assetto naturale della zona portando una minaccia alla fauna ittica. Considerato un elemento fondamentale per lo sviluppo energetico del Brasile, il progetto aveva provocato la feroce opposizione non solo degli Indios e degli ambientalisti, ma anche degli allevatori e degli esportatori di pesci ornamentali di Altamira, secondo i quali la costruzione della diga avrebbe causato la scomparsa delle principali specie di pesci locali. Con una potenza prevista di 11.200 MW, la centrale idroelettrica di Belo Monte sarebbe dovuta diventare la terza più importante al mondo.